Il lavaggio epatico

Il lavaggio epatico è una bufala?

Molte persone sane e numerosi pazienti chiedono quale sia la migliore dieta per mantenere in forma il proprio fegato o per curarlo.
In libreria, o nel web, si possono trovare testi che raccontano come “guarire il fegato con il lavaggio epatico”, fornendo consigli senza alcuna base scientifica. Attenzione, quindi, a chi promette un “lavaggio epatico” che, rimuovendo i calcoli presenti nelle vie biliari e nella colecisti, farebbe migliorare la vostra salute. Solo l’idea di poter toglier di mezzo i calcoli biliari con un metodo, anche “fatto in casa”, stimolando la colecisti e somministrando purganti, fa impallidire chi si occupa di queste malattie, come medico o come chirurgo.
La reale fuoriuscita di calcoli dalla via biliare non è indolore: potrebbe causare coliche, colangiti e pancreatiti, malattie, in genere, molto gravi. In caso contrario, il “lavaggio” sarebbe solo una speranza di chi propaganda questi “trattamenti” e un’illusione per i pazienti più sprovveduti. Basti pensare che le istruzioni fornite da questi manuali consente «al lettore di disporre della conoscenza necessaria al riconoscimento dei calcoli e fornisce le necessarie istruzioni fai-da-te per rimuoverli, senza dolore, nel comfort della propria casa».
Un simile “lavaggio” è consigliato, oltre che per il fegato, anche per il colon. Già Tiziano Terzani, il famoso giornalista e scrittore morto per cancro, racconta di avere sperimentato il lavaggio del colon: in pratica si assumono sostanze addensanti e purganti che danno l’impressione di evacuare materie solide negli escrementi. Lui stesso, con molta efficacia nelle pagine di Un altro giro di giostra, descrisse la procedura e sospettò subito una truffa. Anche i medici della Clinica Mayo, una delle più autorevoli istituzioni mediche negli Stati Uniti, si sono pronunciati circa l’inutilità e sulla pericolosità del lavaggio del colon e del fegato. Sostengono che i componenti della miscela proposta (magnesio solfato, il vecchio “sale inglese” chiamato anche “sale di Epsom” o epsomite, succhi di frutta, olio, ornitina e altro) diano origine, artificialmente, a micelle di grassi e concrezioni solide utili solo a convincere, quando compaiono finalmente nella tazza del water, della bontà della cura.
Dello stesso parere è Christopher Hobbs, erborista e botanico che pratica la fitoterapia in California, autore di un best-seller sulla terapia naturale del fegato. Senza dimenticare che, in medicina, il “sale inglese” - che in passato è stato usato come un energico lassativo, per l’effetto irritante che ha sull’intestino - non viene più prescritto dai medici, a causa dei numerosi effetti collaterali.
Un’alimentazione povera di grassi d’origine animale, ricca di cereali, legumi, verdure e di frutta è raccomandata, ormai, da tutti e a tutti: insieme all’attività fisica e all’astensione dal fumo rappresenta la chiave per raggiungere la piena salute del nostro fegato e il benessere si tutto l’organismo.

Dr. Salvatore Ricca Rosellini
U.O. di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva - Forlì (FC)


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