Calcolosi

Litiasi colecistica

I più piccoli dotti biliari che nascono nel fegato si riuniscono, via via, in diramazioni sempre più grandi, sino a confluire nel dotto epatico di destra e di sinistra. Questi due si riuniscono nel dotto epatico comune che, dopo l’incrocio con il dotto cistico (che comunica con la cistifellea), come coledoco raggiunge il duodeno, ove sbocca attraverso la papilla di Vater. Il dotto pancreatico di Wirsung drena le secrezioni del pancreas unendosi al coledoco e raggiungendo, sempre attraverso la papilla, il duodeno.


Litiasi colecistica e coledocica

La colelitiasi o calcolosi biliare è una malattia che consiste nella presenza di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea (o colecisti).


La maggior parte dei calcoli biliari è costituita da colesterolo (cosiddetti calcoli “colesterinici”, trasparenti ai raggi-X); in una minoranza dei casi i calcoli contengono colesterolo per meno di un terzo e sono formati prevalentemente da carbonati e fosfati di calcio (calcoli “pigmentati”, radio-opachi).
Le vie biliari possono ostruirsi per tumori, infiammazioni e, non solo, per i calcoli. L’ostruzione delle vie biliari può causare ittero e infezione (chiamata colangite) e deve essere risolta intervenendo anche con l’ERCP. I calcoli della colecisti, al contrario, possono impedire la fuoriuscita della bile causando un’infezione dell’organo chiamata colecistite. La terapia è chirurgica e consiste nella colecistectomia, l’asportazione della colecisti, anche per via laparoscopica. La litiasi della colecisti, quando asintomatica, in genere non è operata. Numerosi sintomi generali aspecifici, come il mal di testa, o sintomi digestivi, quali la difficoltosa canalizzazione intestinale o le turbe digestive e dispeptiche, la nausea e il vomito in assenza di dolore, possono condurre all'esecuzione di un’ecografia addominale e quindi al rilievo di litiasi della colecisti. Questi sintomi non sono, però, da mettere in relazione alla presenza dei calcoli. In questi casi non c’è, in genere, indicazione all’intervento chirurgico. C’è, invece, l’indicazione all’intervento quando i calcoli sono molto grandi (maggiori di 3 cm) o quando sono piccolissimi e numerosi, rischiando di ostruire il coledoco. È indicato l’intervento di colecistectomia anche quando la cistifellea ha le pareti calcificate, con il caratteristico aspetto radiologico a “porcellana”.

Dr. Salvatore Ricca Rosellini
U.O. di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva - Forlì (FC)


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