Alcol e fegato

L'alcol può danneggiare il fegato

L'alcol rimane fra le cause più comuni di malattia del fegato. E l'eccessivo consumo di alcol causa danni al fegato riconoscibili nella steatosi epatica, nell'epatite alcolica e nella cirrosi.

La steatosi epatica e l'epatite alcolica sono in gran parte reversibili, con l'estensione assoluta da tutte le bevande alcoliche. La cirrosi, purtroppo, non è reversibile, ma la malattia si può arrestare nel suo progressivo peggioramento e, in qualche caso, la funzionalità epatica può anche migliorare. Fegato grasso, epatite e cirrosi possono sovrapporsi ed essere anche presenti contemporaneamente: è il caso di chi, già ammalato di cirrosi, continua a bere alcolici.
L'epatite alcolica può portare a un quadro clinico simile a quello della cirrosi, con comparsa d'ittero, sofferenza cerebrale, accumulo di liquidi nell'addome (ascite), ai piedi e alle gambe.


Diagnosi di epatopatia alcolica

Una storia di consumo eccessivo di alcol, in un paziente con una sofferenza del fegato, porta facilmente a sospettare l'epatopatia alcolica. La storia di un uso incongruo dell'alcol deve essere chiarita, anche con appositi questionari alimentari, in tutti i pazienti con elevazione delle transaminasi e nei quali si sospetta abuso. È bene che, su questo punto, i malati siano veramente sinceri con il medico, per facilitare la diagnosi e la terapia. Nascondere al medico l'abuso alcolico può portare, quindi, a risultati personali catastrofici.
Può essere utilizzato, soprattutto per svelare il consumo a rischio e l'abuso, un semplice questionario come il CAGE-test che si compone di quattro domande alle quali, con tutta sincerità, il lettore di questo libro, se comincia ad amare il suo fegato, può provare a rispondere. La risposta affermativa ad almeno due domande è indicativa di problematiche correlate all'alcol. La quarta domanda del CAGE è molto suggestiva di alcol dipendenza, anche in assenza di altri elementi (Tabella).

Tabella - Test CAGE:
1. Ha mai sentito la necessità di ridurre (C: cut down) il bere?
2. È mai stato infastidito (A: annoyed) da critiche sul suo modo di bere?
3. Ha mai provato disagio o senso di colpa (G: guilty) per il suo modo di bere?
4. Ha mai bevuto alcolici appena alzato (E: eye opener)?

Anche qualche esame di laboratorio può aiutare nel capire se c'è abuso d'alcol. L'alcolemia è un indicatore di consumo recente avendo l'etanolo un'emivita compresa fra 30 e 120 minuti: la sua concentrazione si dimezza cioè, nel sangue, in un periodo di tempo compreso fra la mezz'ora e le tre ore. Il dosaggio casuale dell'alcolemia può aiutare nella diagnosi che, spesso, non è ben distinguibile, anche istologicamente, dalla steatoepatite non alcolica. La transferrina desialata (CDT) è un indicatore di consumo cronico: i livelli di CDT si mantengono elevati anche 20 giorni dopo la sospensione dell'abuso alcolico. La sensibilità del test è comunque modesta.
L'ecografia, oltre agli esami del sangue, consente di precisare la diagnosi. La biopsia epatica permette di definire meglio la diagnosi, soprattutto quando sono associate altre cause di epatopatie, come l'epatite C o l'epatite B. Nel caso si sospetti la cirrosi, è indicata anche l'esecuzione dell'EGDS, la gastroscopia, per escludere la presenza di varici esofagee o gastriche.


Trattamento: non bere più

Le modificazioni dello stile di vita, con l'astinenza assoluta e, in caso di sovrappeso, la perdita di peso, sono auspicabili. La pietra angolare del trattamento dell'epatopatia alcolica è «smettere di bere!», come si sentono ordinare, probabilmente, dal proprio medico tutti questi malati.
Il lettore deve comprendere che, per questa malattia, il rimedio è semplice ed economico. Il nemico del fegato è l'alcol e, eccetto i casi di alcolismo e dipendenza, non è difficile allontanarlo dalla nostra tavola e rimuoverlo dalla nostra vita.
«La morte dovuta alla cirrosi epatica alcolica può essere evitata…», dichiaro al paziente dopo averlo visitato per la prima volta, aggiungendo «…e oggi lei può decidere quale sarà il suo futuro: morire o vivere. Per morire continui a bere. Se vuole vivere invece, decida lei, è molto facile: è sufficiente che da oggi smetta di bere!». Non avete idea di come possa essere efficace questa perentoria affermazione in chi, effettivamente, teme di aver rischiato troppo ed è spaventato delle possibili sofferenze e della morte.
Quando è presente dipendenza dall'alcol, invece, le soluzioni sono più difficili. È molto utile il sostegno psicologico, il contributo multidisciplinare dei centri di alcologia e quello dei gruppi di auto-aiuto e delle associazioni di volontariato. Nelle Aziende sanitarie e negli ospedali, sono istituiti Centri per le dipendenze e per l'alcolismo. In questi centri è possibile trovare anche quel conselling, quel sostegno, fornito da operatori specializzati che è fondamentale nell'approccio a questi pazienti.
I gruppi di auto-aiuto, come quelli organizzati dagli Alcolisti anonimi, sono molto importanti e hanno consentito di risolvere molti casi di dipendenza, anche gravi. In questi gruppi, chi ha superato la dipendenza si mette a disposizione per aiutare chi, ancora, non c'è riuscito. Esistono anche farmaci che, come l'Antabuse (il disulfiram) e altri, possono contrastare la dipendenza dall'alcol, ma, purtroppo, non sono del tutto maneggevoli nei pazienti con malattia epatica scompensata.
Al momento non esiste una terapia farmacologica efficace per l'epatopatia alcolica. Devono essere però corretti la malnutrizione e i deficit vitaminici. Infatti, l'alcol fornisce all'organismo calorie "vuote", così chiamate perché non portano nutrienti. Negli alcolisti, un terzo o anche la metà delle calorie provengono dall'alcol. Le carenze di vitamine, minerali e proteine sono spesso molto evidenti. La somministrazione di tiamina (vitamina B1) è quindi utile per prevenire una gravissima sofferenza, anche mortale, del sistema nervoso che porta a paralisi, demenza e perdita dell'autosufficienza: l'encefalopatia di Wernicke e la sindrome di Korsakoff. L'epatite alcolica acuta può aver necessità del ricovero ospedaliero e di essere trattata, anche in modo intensivo, con farmaci a base di cortisone.
In conclusione, la cura dell'epatopatia alcolica è semplice ed economica: anzi, a differenza di altre terapie, fa guadagnare anche denaro. L'astensione assoluta dal bere birra, vino e liquori può regalare una nuova vita, e i soldi risparmiati nell'acquisto di queste bevande possono essere impiegati per comprare alimenti sani e le vitamine che, in caso d'abuso cronico, possono essere pericolosamente carenti nel nostro organismo.
Il migliore stile di vista da adottare per prevenire e curare le malattie del fegato è indicato nel mio libro "Fegato sano. Il segreto per una vita in ottima salute" (Edizioni L'Età dell'Acquario, 2010). Chi volesse invece leggere il parere di epidemiologi, ricercatori e clinici su queste malattie del fegato può consultare quest'altro mio libro: "La salute del tuo fegato. Prevenire e curare steatosi, epatite e cirrosi" (SugarCo, 2010).

Dr. Salvatore Ricca Rosellini
U.O. Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva - Forlì (FC)


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